Lipsia, 26 Dicembre 2011
Stimatissimo Prof. Colin A.F. Babington,
le scrivo da una Lipsia piegata dalla morsa del freddo con il proposito, spero gradito, di stabilire un ricco e profano carteggio in materia escrementizia. La reputo il più illustre e brillante studioso di escatologia naturale, disciplina da lungo tempo ed ingiustamente ostracizzata dal gota accademico teutonico. Da circa 3 anni conduco esperimenti di laboratorio sulla fonica e sulla caduta dei fecalomi che, come potrà immaginare, trovano corale dissenso in tutti gli ambienti accademici europei. Ho scritto diversi saggi sulla flatulenza e sulla modulazione del suono intestinale prodotta da fecalomi in situazione di deprivazione nutritiva o di una monotona e cattiva alimentazione. Sono convinto, altresì, che una buona relazione ed intimità con le proprie feci possa produrre effetti relazionali assai desiderabili e, per altro, non ottenibili con i classici metodi della pedagogia. Su tali argomenti ho scritto: "deretani perduti" e "il grande atto nero". Mi ripropongo di non dirle altro e mi limito a renderle nota la stima che ho per lei e per le sue scoperte illuminanti.
Suo fedelissimo
Thomash Kircke di Belgershein
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