Leipzig, 2 Gennaio 2012
Esimio Prof. Colin Arthur Fawcett Babington,
mi preme innanzitutto comunicarle il mio cordoglio per le angherie di cui è oggetto in questi tempi di barbarica irriconoscenza. I consigli di amministrazione degli atenei sono quasi tutti caduti in mano a colleghi che non prendono in considerazione le potenzialità del rovescio del corpo, come mi piace chiamarlo, e sono accecati unicamente da un sapere ascensionale, rivolto alle sfere celesti della materia, dove regna suprema e indomita la sublimazione.
“Deretani perduti” dovrebbe essere già in rotta verso Cambridge; ho ritenuto doveroso proteggere la nostra corrispondenza evitando di servirmi del corriere postale della Leipzig Universitat, ragion per cui la consegna potrebbe subire qualche ritardo. Se nel suo caso hanno ribattezzato il Dipartimento, nel mio hanno provveduto a sostituire il provvidenziale 110 e peto della commissione con l'insulso 110 e lode, giustificato, a loro dire, dalla necessità di adottare un criterio unico di valutazione che permettesse ai discepoli più promettenti di spendere il loro titolo anche altrove. Volgari! e per giunta falsi!
Ho ricevuto “le quattro fasi del non morto” e ne ho divorato i primi 4 capitoli trovandoli di grande spessore scientifico. Ho apprezzato, in particolare, le annotazioni in calce al capitolo “Spasmi peregrini ” ed “Epiteti finali”. Dimostrano il primato della sua penna sul grande tema del prodotto interno lordo e sulle venture del metabolismo intestinale. Gli altri capitoli ho deciso di destinarli all'anno che verrà e che si profila ricco di spunti tonificanti, fondamentali per ridestare la nostra amata disciplina dal sudario in cui i molti vorrebbero relegarla. Nei primi capitoli del suo tomo ho trovato anche innumerevoli punti di incontro con le tesi da me esplicitate ne “Il grande atto nero”. E' proprio in questo lavoro che enfatizzavo il ruolo della calendula nella risoluzione di occlusioni dovute a giacenze remote, annidate come presenze letargiche ed in grado di risvegliarsi nei momenti meno propizi. La non-morte dell’escremento è un evento da cui nessuno può prescindere e che segna il persistere della materia anche dopo mesi di apparente quiete e nonostante i tentativi più nobili di rimuoverla dalle preoccupazioni primarie dell’uomo.
Si è fatto tardi e il petrolio nella mia lucerna mi costringe ad apporre la firma sotto queste righe che scalpitano nell'attesa d'esser lette. Le porgo i miei migliori auguri di un felice e fecondo anno nuovo. Si prenda cura delle sue ossa, abbiamo un gran daffare innanzi e non le nascondo quanto sarei onorato di ricevere una sua visita qui a Lipsia.
Suo fedele
Thomash Kircke di Belgershein
Nessun commento:
Posta un commento