Mi specchio in due per te
-Narsisius-
Erabbondava io al colar del vespro,
pe lo sentierelo scarno,
allor che d'un tratto vidi l'immago mia
catvupltati dentr' di un stagnolo,
similarum latrinam.
Ignaro di cotalo natural prodigio,
balzai guardingamento in retro
e tentai di aprocciarmi co un parolo:
"possum gnoscere la cagion
per la cuali continui di
fissarmi co sì fatta esprissioni di
melgrano tropo lungmento lasciati sopr'
del ramo a matura?"
Avvenendomi del muto risposto del sub acueo,
trovai indarno perpetuar co i paroli
e cum majore attentionem
mi appropincuiai a l'rivo.
Poscia ch'ebbi, per lo
mezzo di un ramoscielo,
turbato de l'acua il vitreo specculum,
vidi il figuro principiar di
un eppiletici convulsionem tremoris
e fui colto da pavento di perderlo appenalo trovato.
E Inveci.....Oh...mirabil visionem che pervenisti
dritti dentr' dei mie globi oculei!
L'imago si ricomposi similarum di un puzzli,
del loffio melgrano lo sguardi fe ritorni,
io mi sentì il cor come specchiato in due
e capacitommi allor d'essermi
innmorati comi un colombino pasquale.
Narciso che parla di sè è fantastico...quando arrivano gli altri miti?
RispondiEliminapresto!
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